Trekking fino al Lago di Pilato

Con questo articolo vi voglio portare a 1940 metri di altitudine, a quello specchio di acqua chiara e limpida conosciuto come il Lago di Pilato.

Lunghezza del percorso: 8 Km

Durata del percorso: Andata 3h e 30 min, ritorno 2h e 30 min

Difficoltà: Media

Periodo consigliato: Da giugno a fine ottobre

Luogo di partenza: Foce di Montemonaco (AP)

Probabilmente avrete già sentito parlare o letto, che ci sono diversi modi per raggiungere il lago, io vi parlerò della mia esperienza personale (ben riuscita, visto che sono sana e salva :D). Prima di partire però, solo pochi accorgimenti che vi permetteranno di godervi appieno il vostro trekking.

Lo sai perché è chiamato Lago di Pilato?

Questo posto è stato considerato per secoli un luogo sinistro, casa di spiriti immondi e di demoni.  Il suo nome ha origine dalla tradizione popolare secondo la quale, nelle acque del lago sarebbe finito il corpo di Pilato dopo essere stato condannato a morte da Tiberio. Si narra inoltre che il corpo senza vita sarebbe finito nell’omonimo lago trasportato da bufali in pellegrinaggio, per questo tutto l’ambiente circostante venne considerato a quel tempo un luogo tenebroso e oscuro. Oggi questo piccolo paradiso naturale non ha proprio niente di sinistro, anzi è una delle mete più amate dagli escursionisti italiani.

Come vestirsi e cosa portare?

Veniamo ora agli aspetti più pratici del nostro trekking. La scelta del vestiario è importante in quanto ci permetterà di affrontare il nostro percorso con più comodità. Durante i mesi estivi può essere molto caldo, perché il sentiero è esposto in buona parte al sole, io andai a giugno e sebbene non fossi ancora nel pieno dell’estate, il caldo era abbastanza intenso nei punti a diretta esposizione. A tal riguardo mi sento di consigliare: vestiti comodi e con il classico metodo a cipolla, portare un k- way in caso di vento o pioggia e scarponi da trekking con i tasselli, cappellino da sole e crema solare. Ricordatevi di portare tanta acqua, panini e sali minerali, visto che nel percorso non sono presenti punti di ristoro.

Itinerario

Il mio itinerario parte da Foce (consigliato perché è quello di minor difficoltà). Al seguente link trovate la località nella mappa: https://goo.gl/maps/2nWY2RYa4WhvjRCM9. Arrivate con la macchina fino alla fine della strada nel paese di Foce di Montemonaco (AP). Qui potete lasciare il vostro mezzo e continuare a piedi per la strada brecciata. Proseguiamo costeggiando i dirupi del Monte Argentella, quindi entriamo in una faggeta che sale a tornanti fino a una caverna. Questo è il punto faticoso dopodiché il percorso prosegue su una vallata e da qui il sentiero sale dolcemente fino al Lago di Pilato.

Lo sapevi che?

Nelle acque del lago vive il Chirocefalo Marchesoni, un crostaceo scoperto a metà del Novecento, le cui uova sono deposte sulle rive del lago. Negli ultimi anni a causa dei vari sbalzi climatici e fenomeni sismici il lago ha subito frequenti periodi di secca mettendo in pericolo l’esistenza di questo piccolo gamberetto rosso. In tutto il pianeta vivono pochissimi esemplari di questi crostacei lunghi 9-12 millimetri, per questo sono una specie altamente protetta ed è dunque vietato avvicinarsi alle sponde del lago per evitare di calpestarne le uova. Anche immergersi o lavarsi le mani è vietato sempre per lo stesso motivo.

 

Vi lascio sotto alcune foto che ho scattato durante il cammino.

Buon trekking!

F.

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