Alla scoperta di Fermo con #fermophotowalk

Camminare, fotografare, conoscere e condividere le bellezze di Fermo. Stiamo parlando dell’esperienza di #fermophotowalk organizzata da Marche Cultura e dal Social Media Team di Destinazione Marche in collaborazione con il comune di Fermo.  L’incontro di tutti i photowalker avvenne in Piazza del Popolo, nella quale veniamo accolti con un caloroso benvenuto dal sindaco di Fermo, dalla presidente di Marche Cultura e dal Social Media Team di Destinazione Marche.

Al termine di tutte le doverose presentazioni e della foto di rito di tutti i partecipanti partiamo per il nostro tour attraverso la città, in particolare percorriamo 5 punti di interesse:

1. La prima tappa del nostro gruppo è Palazzo Priori, davanti al quale siamo accolti dalla guida che ci avrebbe accompagnato lungo tutto il percorso. Questo palazzo nacque dall’unione di due edifici, un palazzo nobiliare del 13° secolo e la Chiesa di San Martino. Oggi il palazzo ospita la Pinacoteca Comunale e il museo archeologico della sezione Picena. All’interno dell’edificio si trova anche la Sala del Mappamondo, nota per essere una delle biblioteche più antica delle Marche.

 

2. La Sala del Mappamondo è una biblioteca caratterizzata da una struttura completamente in legno. Impossibile non venire affascinati dai numerosi dettagli che inondano la stanza e la rendono così unica nel suo genere. A partire dalla poltrone di antichissima data, le lettere romane che identificano le scaffalature, la numerosa collezione di libri che conta 3000 manoscritti,127 codici, 300.00 volumi, più di 800 testate di riviste storiche e 5000 disegni. Infine, il grande globo realizzato dall’abate Amanzio Moroncelli per la regina Cristina di Svezia. Il mappamondo è talmente grande, che fu impossibile farlo entrare nella stanza attraverso il portone principale, per questo decisero di farlo calare dal soffitto.

3. Terminata la visita alla Sala del Mappamondo, usciamo da Palazzo Priori e percorriamo Corso Cefalonia fino ad arrivare davanti alla Torre Matteucci e alla Chiesa del Carmine.

4. La prossima tappa della nostra visita, è il bellissimo Duomo di Fermo che raggiungiamo percorrendo un piccolo stradino attorno l’antichissimo anfiteatro. La cosa che più mi ha colpito all’interno del duomo sono i minuziosi dettagli del soffitto che danno l’illusione ottica di essere scolpiti nel muro, quando in realtà sono meravigliosamente dipinti sulla parete stessa.

All’uscita del duomo ci accolgono con una bellissima esibizione, gli sbandieratori della Cavalcata dell’Assunta.

5. L’ultima tappa della nostra visita sono le Cisterne Romane. 30 camerate disposte sotto terra in 3 file parallele che rappresentavano ai tempi dei romani l’acquedotto che distribuiva l’acqua piovana al porto di Fermo, alle fonti pubbliche e ai piani terra delle case patrizie. Alcune stanze sono state utilizzate persino fino gli anni ’80, dopodiché si è deciso di svuotarle in quanto si notò che la poca presenza di ossigeno rendeva l’acqua potabile solo per un periodo di tempo limitato. Quindi hanno deciso di rendere le cisterne visibili fruibili al pubblico come bene culturale.

Una curiosità sulle cisterne è che i domenicani, non le utilizzavano solamente come cantine, ma anche come prigioni, sopratutto nel periodo dell’inquisizione. Per cui la persona inquisita veniva lasciata per un pò di tempo qui sotto e magari l’umidità avrebbe agito sui pensieri di queste persone per farle cambiare idea.

Le cisterne sono state utilizzate anche durante la Seconda Guerra Mondiale come rifugio. Queste, essendo un ambiente labirintico, facevano andare le persone nel panico perché non riuscivano a trovare la via d’uscita. Infatti fino a qualche anno fa, sul muro c’era la scritta “calma” con una freccia enorme che indicava l’uscita.

F.

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