Cosa vedere a Corinaldo: alla scoperta della città palcoscenico

La città di Corinaldo è situata sopra un colle, posizione strategica che condannò questo piccolo borgo a secoli di assedi e battaglie. Fin quando dal ‘600, Corinaldo vide finalmente l’inizio del suo più grande sviluppo artistico e culturale, grazie a numerosi artisti ed intellettuali che fecero costruire nel borgo importanti edifici storici e religiosi.

La città di Corinaldo presenta un centro storico suggestivo e unico nel suo genere, determinato da architetture romane e rinascimentali, da una cinta muraria in perfette condizioni lunga quasi un chilometro e dalle misteriose storie e tradizioni che lo caratterizzano.

Oggi, Corinaldo vanta il recente riconoscimento di “Bandiera Arancione” “Bandiera Verde”, “Borghi più belli d’Italia” e infine “Destinazione turistica d’eccellenza Europea”

COME ARRIVARE

In auto: Percorrere l’autostrada A14, uscire al casello di Senigallia e percorrere la Strada Provinciale Corinaldese per 18 Km fino al borgo.

In Treno: la stazione più vicina è Senigallia

In Autobus: da Senigallia è possibile raggiungere Corinaldo tramite alcune corse autobus nei giorni feriali. Per maggiori informazioni sugli orari, visitate il sito qui sotto: http://www.buccisenigallia.it/extraurbano

Collegiata di San Francesco

La chiesa si trova all’esterno delle mura, risale al 1759 ed è opera dell’Architetto Arcangelo Vici di Arcevia. L’edificio è a croce latina ad unica navata e cappelle laterali. All’interno della chiesa possiamo notare la fonte battesimale di S. Maria Goretti e tre dipinti di Claudio Ridolfi: importante pittore corinaldese che contribuì in modo significativo alla rinascita del borgo.

Chiesa del Suffragio

Percorrendo Via del Bargello, arriviamo alla chiesa del Suffragio in Piazza del Cassero. Costruita a fine ‘600 la chiesa è famosa oggi per contenere un importante dipinto del Veronese: Madonna col Bambino e i Santi Giuseppe, Francesco, Tommaso Apostolo, Nicola, Andrea Apostolo e la Madonna del Suffragio. La forma della chiesa si può ricondurre ad un elissoide e la facciata in stile barocco è ripartita in tre ordini.

Chiesa della Madonna Addolorata

Proprio vicino alla Chiesa del Suffragio, troviamo la chiesa della Madonna Addolorata. Costruita tra il 1740 e il 1755 dopo aver demolito il primo edificio nel 1730 a causa di cattive condizioni strutturali. Ha una pianta centrale con cupola e lanterna, gli interni sono in elegante stile rococo e nell’altare centrale è possibile notare la statua del Cristo morto e della Madonna Addolorata.

Campanile di S. Pietro e cedro dell’Himalaya

Ci troviamo nella Piazza di S. Pietro, dove sorge l’omonimo campanile di una chiesa che non c’è più. Questa venne distrutta perché ritenuta pericolosa e al suo posto un anticlericale piantò un cedro dell’Himalaya affinché non vi costruissero più chiese.

Santuario Diocesano di Santa Maria Goretti

Ci troviamo in uno tra i luoghi più emblematici e significativi della città di Corinaldo.

La facciata in laterizio e i capitelli in calcaree sono un classico esempio di tardo barocco. L’edificio ha una croce latina con cupola e lanterna nel transetto.

La nostra attenzione all’interno sarà immediatamente catturata dalla statua di Santa Maria Goretti posta sotto l’altare, in un gesto che esprime negazione alla violenza. Inoltre troviamo l’urna contenente l’osso del braccio che ha respinto il suo aggressore Alessandro Serenelli che la pugnalò con 14 coltellate.

“Certo che perdono Alessandro e lo voglio vicino a me in Paradiso”

Queste le ultime parole di Maria Goretti a 11 anni sul letto di morte. Nel 1950 venne dichiarata Santa dalla Chiesa Cattolica.

Il Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale sorge nel cuore del borgo. Venne costruito tra il 1784 e il 1791 su disegno dell’architetto Francesco Maria Ciaraffoni. L’edificio di architettura neoclassica, si presenta con un lungo loggiato in Via del Corso.

La Piaggia e il Pozzo della Polenta

Ci troviamo in una delle scalinate più fotografate delle Marche. 100 gradini affiancati da tipiche case in mattoncini. Ma c’è di più! A circa metà della scalinata troviamo il cosiddetto “Pozzo della Polenta”, tanto affascinante quanto la storia che si narra. Quello che vediamo oggi è stato costruito nel 1980 per celebrare la Contesa del Pozzo della Polenta, rievocazione storica che ha luogo ogni anno a luglio. Il pozzo originario venne costruito nel ‘400.

Si dice che un contadino saliva la scalinata con un sacco di farina sulle spalle. Quest’ultimo, tanto affaticato, volle riprendersi dallo sforzo, quindi appoggiò il sacco sul bordo del pozzo e questo cadde all’interno.

Alcune donne del luogo, che non videro più il pover uomo tornare su, sapendo che con acqua e farina si fa la polenta, credettero che se la stesse mangiando nel pozzo.

Da questa e da tante altre leggende che avvolgono il borgo di Corinaldo nasce l’appellativo di Corinaldo come “Paese dei matti”, “Piacchiatelli”“polentari”, ma soprattutto geniali.

La cinta muraria

Tra le cose più affascinanti del borgo, vi è la cinta di mura che avvolge il centro storico. È una tra le meglio conservate della regione Marche. Ad oggi possiamo ancora notare tutti gli elementi tipici dell’architettura militare dell’epoca: feritoie, camminamenti di ronda, torri e piombatoi. Una passeggiata intorno alle mura è sicuramente una bella esperienza da fare.

La casa di Scuretto

Se Corinaldo si aggiudica l’appellativo di Paese dei Matti, è dovuto in parte anche alla storia di Scuretto e suo figlio. Si dice infatti che il figlio di Gaetano (chiamato Scuretto) emigrato in America, era solito spedire i propri guadagni al padre per costruire la loro casa. Guadagni però che finirono spesi nel bere e nel mangiare delle osterie di Corinaldo. Il figlio insospettitosi, chiese al padre una prova che i lavori stessero procedendo. Il padre Scuretto ebbe la brillante idea di far costruire solo la facciata della casa, con tanto di numero civico e mandò al figlio una foto di questa. Il figlio, che non si bevve la storia, smise di inviare i soldi al padre e da allora la casa rimase incompiuta.

Oggi troviamo ancora la facciata della casa mai costruita nel centro storico di Corinaldo, in una traversa dalla scalinata del pozzo.

La casa natale di Santa Maria Goretti

A circa un chilometro e mezzo dal centro storico di Corinaldo, è ubicata la casa dove visse Santa Maria Goretti. La casa è strutturata su due piani: il piano inferiore che una volta era la stalla e il piano superiore con la sala da pranzo.

Durante la visita alla casa, ebbi la fortuna di incontrare il guardiano il Sig. Morbidelli Rinaldo, il quale con tanta emozione rispose a tutte le mie curiosità sulla vita della Santa. Mi raccontò tutta la storia della sua famiglia, di come venne uccisa Marietta e di come diventò Santa.

Maria Goretti fu una della 7 figlie di Maria Assunta e Luigi Goretti tra cui ricordiamo anche: Antonio, Angelo, Mariano, Alessandro, Ersilia, Teresa e Maria. Come tante famiglie povere dell’epoca, la famiglia Goretti dovette spostarsi dalle proprie terre per cercare migliori condizioni di vita. Purtroppo nel 1900 Luigi Goretti morì di Malaria e lascio tutti i suoi figli nelle uniche mani di Maria Assunta.

“Mamma non ti preoccupare, Dio non ci abbandonerà. Tu prendi il posto di papà in campagna ed io proverò a mandare avanti la casa. Camperemo, vedrai..”

Queste le parole di Maria Goretti alla mamma Assunta dopo la morte del padre.

La famiglia Goretti in estreme difficoltà economiche si trasferì a Latina, insieme alla famiglia amica Serenelli. Questa comprendeva il secondogenito Alessandro che tentò diversi approcci a Maria Goretti, che culminarono nel 5 luglio 1902 nell’omicidio della piccola undicenne.

“Alessandro che fai, Dio non vuole. Tu vai all’inferno”

Prima dell’aggressione mortale

Maria Goretti venne colpita 14 volte con un punteruolo, che Alessandro Serenelli confesso dopo di aver preparato qual’ora la bambina si fosse opposta ai suoi desideri. Marietta morì il giorno successivo, dopo aver perdonato il suo aggressore e pronunciato quelle parole che la resero Santa nel 1950.

“Lo voglio con me in Paradiso”

All’ospedale sul letto di morte

La straordinaria storia di Maria Goretti non sarebbe completa se non menzionassimo il miracolo più bello dopo la sua morte, la conversione spirituale di Alessandro Serenelli.

Dal carcere ..”Una notte faccio un sogno, vedo scendere Marietta… coglie i gigli me le presenta e mi dice “prendi” … accetto… si vanno trasformando in fiammelle… mi sorride ancora e sparisce” è venuta a trovarmi e a darmi il suo perdono.. da quel giorno non sento più l’orrore di prima per la mia vita.

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F,

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